1°Tessalonicesi
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Prima Lettera ai Tessalonicesi
NOTA INTRODUTTIVA: Tessalonica, così chiamata anche oggi, posta sulla grande via romana, detta Egnazia, che partendo da Durazzo in Albania arrivava fino a Costantinopoli, chiamata allora Bisanzio; era porto importante. S. Paolo vi si recò cacciato via da Filippi, nel suo secondo viaggio missionario, e trovatavi una sinagoga, in poco tempo vi fondò una Chiesa fiorente (Atti 17,1). Costretto poi dagli intrighi dei Giudei a lasciare Tessalonica, andò a Berea e poi ad Atene. Pieno d'ansietà per i poveri cristiani lasciati a Tessalonica nel turbine della persecuzione, due volte tentò di ritornarvi (1Tes 2,18), ma invano. Da Atene vi mandò Timoteo (1Tes 3,1-12), perché vedesse come andava quella Chiesa e la incoraggiasse (1Tes 3,1). Timoteo compiuta la sua missione, raggiunse Paolo a Corinto (Atti 18,1) e portò le notizie sospirate. Fu allora che Paolo scrisse questa lettera che riflette così bene l'Apostolo da portarne l'impronta. Questa lettera, scritta nel 52, contiene una parte storica, in cui San Paolo giustifica la sua condotta verso i Tessalonicesi e li loda d'aver risposto alla sua sollecitudine; e una parte dogmatico-morale, in cui esorta alla virtù e risponde riguardo alla sorte di coloro che muoiono prima della venuta di Cristo, al giudizio finale, e in ultimo esorta all'adempimento di tutti i doveri.
