2° Timoteo – Introduzione

Seconda Lettera a Timoteo.

NOTA INTRODUTTIVA: Questa lettera, ancora più intima e personale della prima, può dirsi il testamento di San Paolo, perché la scrisse nel 67, nell'ultima prigionia di Roma, poco avanti di morire e cronologicamente è l'ultima. Timoteo, lasciato ad Efeso da Paolo, governava questa Chiesa, quando l'Apostolo, di nuovo incarcerato a Roma, gli scrisse questa lettera. Sebbene, raccontando d esser comparso davanti al tribunale di Roma, dica d'essere stato liberato «dalla bocca del leone», dice che la sua morte è sicura e chiama a sé il suo discepolo prediletto per essere incoraggiato a dargli gli ultimi ricordi. Non sappiamo se Timoteo abbia avuto la gioia di trovar vivo San Paolo che, secondo Eusebio, fu decapitato nel 67. Questa tenerissima lettera, che unisce le esortazioni alle profezie sulla morte dell'Apostolo e sull'avvenire della Chiesa, miste a notizie personali, contiene esortazioni a render feconda la grazia del sacerdozio, animato dall'esempio di Paolo e dalla risurrezione di Cristo; istruzioni sulle eresie da combattere, col restar fermo nella dottrina ricevuta, nella predicazione del Vangelo, nell'adempimento del proprio dovere.

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