2° Tessalonicesi - Introduzione

Seconda Lettera ai Tessalonicesi:

NOTA INTRODUTTIVA: Nella prima lettera ai Tessalonicesi San Paolo aveva parlato del ritorno di Cristo (1Tes 1,10; 2,12; 4,13; 5,4); ma i Tessalonicesi avevano inteso che il ritorno di Cristo e la fine del mondo fossero imminenti, sicché molti concludevano di non dover più lavorare, ma di aspettare nell'ozio. Per rimediare ai disordini che da queste idee nascevano nella Chiesa del Tessalonicesi, e per supplire ad un viaggio che avrebbe voluto fare a Tessalonica, San Paolo scrive questa seconda lettera, pochi mesi dopo la prima, pure da Corinto, forse nei primi mesi del 53. In questa lettera, san Paolo, parlando della venuta di Cristo, dice che prima deve venire l'Anticristo; e quindi i fedeli non pensino che la venuta sia proprio vicina; ma, essendo incerto il tempo, stiano preparati, costanti nella fede. Quindi passa a biasimare l'ozio, ricordando la legge del lavoro; esorta alla virtù e alla fuga dai disobbedienti.

Torna in alto