Atti degli Apostoli
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Atti degli Apostoli – Introduzione
Atti degli Apostoli:
NOTA INTRODUTTIVA: Le testimonianze esplicite che si hanno per l’autenticità del terzo Vangelo vanno di comune accordo con l’attribuire anche gli Atti degli Apostoli al medesimo autore, S. Luca. Il Frammento Muratoriano (180 d.C.) ci dice che «gli Atti di tutti gli Apostoli sono scritti in un sol libro, nel quale Luca espone all’ottimo Teofilo tutti i fatti avvenuti mentre egli era presente», mettendo così in evidenza non solo l’esplicita affermazione della paternità lucana del libro, ma la partecipazione attiva dello storico ai fatti narrati. Riguardo al tempo di composizione possiamo affermare con certezza che gli Atti non sono posteriori ai primi mesi del 64, né anteriori alla redazione del terzo Vangelo, cui fanno seguito come seconda parte di un’opera dello stesso autore. Al terzo Vangelo si suole assegnare la data 61-63; gli Atti dovettero seguire a breve distanza. L’autore termina il suo libro con questa sommaria e breve conclusione: «Paolo dimorò due anni interi in una casa che aveva preso in affitto e riceveva tutti quelli che andavano a lui, predicando il regno di Dio e insegnando con tutta libertà e senza ostacoli quanto riguarda il Signore Gesù Cristo» (28,30-31). Questa conclusione ci porta al biennio della prima prigionia romana di Paolo, cioè al 62-63. Pur non essendo stata finora presentata una ragione plausibile del perché la narrazione degli Atti si arresta bruscamente al biennio 62-63, sta di fatto che il silenzio di avvenimenti posteriori non permette di procrastinare oltre quella data la compilazione degli Atti, che al massimo nei primi mesi del 64 dovettero essere licenziati al pubblico.
