Filemone
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Lettera a Filemone.
NOTA INTRODUTTIVA Filemone era un cristiano, ricco, di Colossi, amico di San Paolo, ed aveva come schiavo Onesimo il quale, avendo rubato al padrone, era fuggito a Roma tra i vagabondi. Ma convertito da San Paolo e convinto a ritornare da Filemone, Onesimo ritorna con questa lettera di San Paolo, che è una viva pittura del cuore dell'Apostolo, così sublime nella sua brevità (è la più breve) che ha in sé il sigillo di San Paolo, perché soltanto San Paolo poteva scrivere questo piccolo capolavoro. Onesimo insieme a Timoteo, che portava la lettera ai Colossesi, portò questo biglietto di raccomandazione al suo padrone Filemone; e non solo fu perdonato, ma sembra anche liberato, perché torna con Paolo a Roma ed è fatto vescovo di Berea, e morì martire. Anche Filemone morì martire, sotto Nerone, con la sua moglie Appia e Aristarco. In questa letterina, tutta intima e affettuosa, San Paolo porta le ragioni persuasive per Filemone e dice chiaramente di scongiurarlo per Onesimo, chiedendone il perdono e promettendo di rendere lui stesso il denaro che aveva rubato (8-21). Conclude coi saluti e chiedendo a Filemone ospitalità per una prossima visita (22-25). Soltanto una lettera di un Apostolo poteva aver la fortuna di essere conservata, ammirata, presa come regola di condotta per tutti (S. Girolamo). Fu scritta alla fine della prima prigionia romana.
