Efesini - Introduzione

Efesini:

NOTA INTRODUTTIVA: Efeso, capitale dell'Asia proconsolare, celebre per commerci e ricchezze, specialmente per il tempio di Diana (una delle sette meraviglie del mondo), fu scelta da S. Paolo come centro di predicazione. Vi capitò verso la fine del suo secondo viaggio missionario (Atti 18-19), ma vi stette poco; vi tornò nella sua terza missione e vi si trattenne tre anni con molto frutto (Atti 19); vi fondò una Chiesa illustre che fu poi governata da S. Giovanni Evangelista. Dimorato ad Efeso dal 55 al 57, costretto a partire per il tumulto degli orefici, S. Paolo andò in Macedonia, poi in Grecia, di là ritornando chiamò il clero di Efeso a Mileto e gli diede il commovente addio degli Atti (20,17-38). Quello che aveva allora preannunziato era accaduto; l'eresia dello gnosticismo minacciava le Chiese fiorenti dell'Asia. Egli era prigioniero a Roma, quando seppe da Epafra, vescovo di Colossi, lo stato delle Chiese dell'Asia specialmente di Colossi e di Efeso. Scrisse allora le quattro lettere della prima prigionia: agli Efesini, ai Filippesi, ai Colossesi, a Filemone, tutte scritte nel 62 da Roma, alla fine della sua prigionia. Questa agli Efesini, quasi simile a quella ai Colossesi, espone un meraviglioso piano della Redenzione con stile sublime e sentimenti profondi

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