
A Te, Maria
( San Bernardo di Chiaravalle)
A te, Maria, fonte della vita, si accosta la mia anima assetata.
A te, tesoro di misericordia, ricorre con fiducia la mia miseria.
Come sei vicina, anzi intima al Signore! Egli abita in te e tu in lui.
Nella tua luce, posso contemplare la luce di Gesù, sole di giustizia.
Santa Madre di Dio, io confido nel tuo tenerissimo e purissimo affetto.
Sii per me mediatrice di grazia presso Gesù, nostro salvatore.
Egli ti ha amata sopra tutte le creature, e ti ha rivestito di gloria e di bellezza.
Vieni in aiuto a me che sono povero e fammi attingere alla tua anfora traboccante di grazia.
Riflessione: “L’Anfora della Grazia”
San Bernardo non si presenta a Maria come un uomo forte o risoluto, ma come un’anima “assetata” e “povera”. Spesso la nostra società ci insegna a nascondere le nostre fragilità, a mostrarci sempre all’altezza, padroni del nostro destino. Ma la vera sovranità dell’anima — quella che cerchiamo di coltivare in questo percorso — inizia proprio con l’ammettere la propria sete.
Chiedere di “attingere alla tua anfora” significa riconoscere che non siamo autosufficienti. Quando ci sentiamo smarriti o svuotati, non è un segno di debolezza, ma un invito a cercare la fonte. Maria, in questa preghiera, non è solo una figura devozionale, è il punto di contatto con la Luce di Gesù.
Oggi, la tua riflessione personale potrebbe essere questa: Qual è la “povertà” o la sete che sto portando nel mio cuore in questo momento? Non temere di esporla. La fiducia non è la negazione della difficoltà, ma la scelta consapevole di guardare oltre noi stessi, verso quella Grazia che, come un’anfora traboccante, è lì, pronta ad accoglierci proprio quando sentiamo di non avere più nulla da offrire.
