Tempio della Trinità
O Maria, tempio della Trinità;
Maria portatrice del fuoco, terra fruttifera.
Tu, Maria, sei quella pianta novella,
dalla quale abbiamo ricevuto il fiore odorifero
del Verbo unigenito Figliolo di Dio.
O Maria, carro di fuoco, tu portasti il fuoco,
nascosto e velato sotto la cenere della tua umanità.
In te ancora, o Maria, si dimostra
la fortezza e la libertà dell’uomo, perché dopo che
l’Angelo fu mandato a te per annunciarti
il mistero del consiglio divino,
non discese nel ventre tuo il Figliolo di Dio
prima che tu acconsentissi con la tua volontà.
Egli aspettava alla porta della tua volontà
che tu gli aprissi, perché giammai vi sarebbe entrato,
se tu non gli avessi aperto.
Bussava, o Maria, alla tua porta la deità eterna;
ma, se tu non avessi aperto,
Dio non si sarebbe incarnato in te…
A te ricorro, Maria, a te offro la mia supplica
per la dolce sposa di Cristo e per il suo vicario in terra,
affinché gli sia dato lume per reggere con
discernimento e prudenza la Santa Chiesa.
(Santa Caterina da Siena)
🕊️ Riflessione Spirituale
Sebbene il testo contempli la grandezza del “Sì” libero e responsabile di Maria — che apre la porta all’Incarnazione del Verbo —, il fine e l’esito della preghiera culminano nell’intercessione per una causa specifica e comunitaria: “A te ricorro, Maria, a te offro la mia supplica per la dolce sposa di Cristo e per il suo vicario in terra”. È l’esempio classico di preghiera d’intenzione, dove l’anima orienta la propria supplica verso una necessità concreta della Chiesa e della società, chiedendo per i suoi pastori il dono del lume, del discernimento e della prudenza nel guidare la comunità.
