Vergine Madre, Figlia del tuo Figlio
“Vergine madre, figlia del tuo Figlio,
Umile ed alta più che creatura,
Termine fisso d’eterno consiglio.
Tu se’ colei che l’umana natura
Nobilitasti sì, che il suo Fattore
Non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l’amore
Per lo cui caldo nell’eterna pace
Così è germinato questo fiore.
Qui se’ a noi meridïana face
Di caritate; e giuso, intra i mortali,
Se’ di speranza fontana vivace.
Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
Che, qual vuol grazia e a te non ricorre,
Sua distanza vuol volar senz’ali.
La tua benignità non pur soccorre
A chi domanda, ma molte fiate
Liberamente al domandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,
In te magnificenza, in te s’aduna
Quantunque in creatura è di bontate!
( Dante Alighieri)
🕊️ Riflessione Spirituale
La celebre preghiera di San Bernardo a Maria nel XXXIII Canto del Paradiso di Dante Alighieri trova la sua naturale collocazione nella Gratitudine.
Il testo è una solenne e altissima proclamazione di lode per i prodigi che Dio ha operato attraverso la Vergine. San Bernardo contempla con meraviglia e riconoscenza il paradosso divino di Maria — “Vergine madre, figlia del tuo Figlio” —, colei che ha nobilitato la natura umana al punto che il Creatore stesso non ha disdegnato di farsi sua creatura. La gratitudine scaturisce qui dalla consapevolezza di un dono smisurato: Maria non solo soccorre chi la invoca, ma con la sua immensa benignità previene e anticipa il nostro stesso domandare. Riconoscere che in lei si aduna tutto ciò che di buono e bello esiste nel creato riempie l’animo di una profonda e commossa riconoscevolezza per la sua intercessione.
