Madre Purissima
Placa, o Madre purissima,
la selvaggia tempesta dell’anima mia,
che sola ti sei mostrata sulla terra
porto di quanti navigano nei mali della vita.
Tu che hai generato la Luce,
illumina, o Pura,
gli occhi del mio cuore.
Sei stata data a noi, sulla terra,
come protezione, baluardo e vanto.
Ci sei stata data come torre e sicura salvezza,
o Fanciulla.
Per questo non temiamo più i nemici
noi che piamente ti magnifichiamo.
(San Giuseppe Studita
Riflessione: Il Baluardo Interiore e il Silenziamento della Tempesta
San Giuseppe Studita coglie il punto nevralgico della sofferenza psicologica quando chiede di ‘placare la selvaggia tempesta dell’anima mia’. Per l’Allievo, questa tempesta non è altro che il cortocircuito dei pensieri ossessivi e delle ansie che assediano la mente nei momenti di crisi.
Quando l’individuo si sente indifeso, il sistema nervoso percepisce il mondo come un nemico continuo, attivando una risposta di sopravvivenza che esaurisce le energie. La preghiera individua nella ‘Pura’ il punto d’appoggio stabile: una torre, un porto sicuro.
Il Sovrano non combatte le tempeste agitandosi a sua volta, ma impara a rifugiarsi nel ‘baluardo’ di una coscienza ordinata e protetta. Quando gli occhi del cuore vengono illuminati dalla luce e la mente si rasserena, i nemici della paura e del dubbio perdono la loro presa. La protezione non è un muro esterno che impedisce alla realtà di toccarti, ma la stabilità incrollabile di un regno interiore che ha ritrovato la sua quiete.
