Tu Candido Giglio
Ave, nobile, gloriosa e intatta fanciulla,
tu pupilla della castità,
tu materia della santità che piacque a Dio.
In te infatti avvenne quella celeste infusione,
per cui il Verbo divino si rivestì in te di carne.
Tu candido giglio,
cui Dio volse lo sguardo prima d’ogni altra creatura.
O bellissima e dolcissima;
quanto grandemente Dio in te si è compiaciuto!
Nel calore del suo abbraccio
ha fatto germogliare in te suo Figlio,
così che potesse ricevere da te il latte.
Così il tuo grembo esultò di gioia,
quando tutta la sinfonia celeste da te sgorgò,
perché tu, o Vergine, portasti il Figlio di Dio,
per cui la tua castità rifulse in Dio.
La tua carne provò gioia,
come l’erba su cui ricade la rugiada
infondendovi freschezza;
così è accaduto anche in te, o Madre di tutte le gioie.
Ora tutta la Chiesa risplenda di gioia
e risuoni nell’armonia
per la dolcissima Vergine Maria,
degna di lode, Madre di Dio. Amen.
(Sant’Ildegarda di Bingen)
🕊️ Riflessione Spirituale
La preghiera “Tu Candido Giglio” di Sant’Ildegarda di Bingen trova la sua collocazione più profonda nel Coraggio, inteso come l’audacia spirituale di accogliere l’Inconcepibile nel proprio corpo e nella propria storia.
Nel linguaggio poetico e visivo tipico della mistica medievale, Maria è descritta come il candido giglio e la materia della santità che accoglie la “celeste infusione” del Verbo. Accettare di diventare il luogo in cui Dio si riveste di carne richiede un coraggio immenso: il coraggio di aprirsi a un mistero sconvolgente e di offrire la propria natura umana al disegno divino. Da questo atto di totale e coraggiosa adesione non nasce il timore, ma una gioia straripante (“la tua carne provò gioia, come l’erba su cui ricade la rugiada”) che si trasforma in un’armonia cosmica e in una festa per tutta la Chiesa.
