Beata e Benedetta
Sia lode a te o Padre che hai mandato il tuo Figlio unigenito,
nato da Maria, liberandoci dall’errore.
Beata sei, Maria, che lo hai concepito.
Beata che hai nutrito colui che tutti nutre.
Beata che hai portato nel tuo seno quel
forte che porta il mondo nella sua potenza.
Beata e benedetta che le tue labbra hanno baciato quella vampa
che consuma il figlio della stirpe di Adamo.
Beata sei tu, perché dal tuo seno è irradiato uno splendore
che si diffonde su tutta la terra.
Beata sei tu, perché col tuo latte hai nutrito Dio,
il quale nella sua misericordia si è fatto piccolo
per rendere grandi i miseri.
Gloria a te, o nostro rifugio!
Gloria a te, o nostro orgoglio, perché per opera tua
la nostra stirpe è stata innalzata al cielo.
Supplica Dio, nato da te, che mandi pace e calma alla sua Chiesa.
Lode a colui che è sorto da Maria,
che l’ha fatta sua madre e che in lei si è fatto fanciullo.
Sia benedetto il re dei re che si è fatto uomo,
lode a Colui che l’ha mandato a nostra redenzione e
gloria allo Spirito Santo che cancella i nostri peccati!
(Balaj Siro – Padre della Chiesa)
Riflessione: Il Paradosso della Tenerezza e la Fortezza Biologica
Balaj Siro, in questa preghiera, compie un’operazione che spiazza la mente razionale: unisce la maestenza del Creatore (‘colui che porta il mondo nella sua potenza’) alla vulnerabilità assoluta del bambino che si nutre del latte materno.
Per l’Allievo, questa contemplazione ha una valenza biologica immediata. Viviamo in una società che associa la forza alla durezza, alla corazza, al controllo rigido. Chi vuole essere forte, si irrigidisce. Ma la vera ‘Fortezza Biologica’ — quella del Sovrano — nasce dalla capacità di farsi piccoli, di accettare la propria fragilità senza per questo perdere la propria dignità.
Dio si fa fanciullo per disarmare le nostre resistenze. Quando smetti di lottare con la pretesa di dover controllare tutto e ti affidi al ‘rifugio’ di un ordine più grande, il sistema nervoso si rilascia. La pace e la calma che la preghiera invoca per la Chiesa non sono un premio astratto, ma l’effetto biologico di un organismo che ha finalmente smesso di considerare il mondo un nemico da combattere.
