Benedetta in tutti i tempi
Tu porti un nome onorato, o Maria benedetta in tutti i tempi, opera d’arte che loda il nobile artefice.
Dolce fanciulla a causa del prezioso angelico messaggio,
hai doni di bellezza superiori a quelli di tutti gli uomini.
Più rossa delle rose e superiore ai gigli nel candore,
tu sei il nuovo fiore delle terra, che il cielo coltiva dall’alto.
Cristallo, ambra, oro, porpora, perla candida, smeraldo: dove giunge il fulgore della tua forma,
tutti i metalli svaniscono. La neve è vinta dal tuo candore,
il sole dalla bellezza dei tuoi capelli e i suoi raggi impallidiscono, o Vergine,
di fronte alla tua bellezza.
Il rubino si spegne e l’ardente lucifero cede di fronte a te; in ogni circostanza sei superiore alle meteore.
(San Venanzio Fortunato)
Riflessione: L’Estetica della Purezza e l’Architettura interiore
San Venanzio Fortunato compie un’operazione audace: paragona la Vergine agli elementi più puri e incorruttibili della materia — l’oro, il cristallo, lo smeraldo — fino a dire che ogni metallo e ogni luce impallidiscono di fronte a tale fulgore.
Per l’Allievo, questa non è mera retorica poetica, ma una mappa dell’integrità interiore. Quando la mente è intrisa di risentimenti, paure e doppiezze, il sistema energetico e biologico si opacizza, proprio come un metallo aggredito dalla ruggine. La ‘bellezza’ di cui parla il Santo è il simbolo della coerenza totale: l’assenza di scorie psichiche.
Un organismo che ritrova la propria purezza originaria — ripulito dalle maschere del Falso Sé — torna a risplendere di una luce che non teme confronti. La contemplazione di questa bellezza non serve ad ammirare qualcosa di esterno, ma a ricordare all’Allievo che il suo tempio interiore è stato progettato per la stessa incorruttibilità. Quando allinei i tuoi pensieri alla verità, la tua biologia smette di corrodersi e ritrova il suo splendore regale.
